Scoperte in archivio – Biasca officina delle ferrovie

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Lettera del municipio di Biasca all'On.Giuseppe Lazzaro del 15 Aprile 1881

Articolo uscito nel mese di Maggio 1981, su il Biaschese

«Lazaro» è un antico cognome patrizio biaschese. Sfogliando i conti del Comune trovo un Cristoforo Lazaro che, nel 1740 deve pagare al Comune Lire 42 per l’incanto «de li volatili osia sauadich» (selvatici) e un Pietro Antonio Lazaro che nel 1725 deve Lire 14 per «l’incanto dela misura di uva del vino». Verso la fine del 1700 troviamo a Biasca una sola famiglia Lazaro composta da tre persone: due fratelli e una sorella. I fratelli emigrano e si stabiliscono a Napoli, la sorella resta a Biasca. Di lei si hanno notizie nel 1803 e nel 1824 sui libri dell’Estimo sotto «Lazaro Petronilla quondam Giuseppe. Seguiamo i Lazaro in Italia.

Dopo qualche anno ottengono la cittadinanza italiana. Uno si sposa. I discendenti si distinguono per uomini insigni. Il primo a mettersi in evidenza è un Lazaro cuoco alla corte del re Borbone. Il figlio di questi è medico di corte e professore della facoltà di medicina in quella Università. Quest’ultimo ha numerosi figli fra i quali quattro maschi. Giuseppe, Nicola, Alfonso, Achille. Giuseppe è per venti anni deputato al Parlamento.

È a questo Lazaro che il Municipio di Biasca si rivolge per chiedere sostegno alla propria causa.

ANTEPRIMA

INFO

Tema: Territorio


Periodo: 1850-1900


Data: 1981/05


Comune: Biasca


Allegati: scarica


Media: Il Biaschese


Autore articolo: Rodoni Oliveto


Data pubblicazione: 1981/05


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