Centenario dell’Unione pescatori St. Andrea di Muralto

Società pescatori St. Andrea (1907-2007)

Il filmato è stato realizzato dal comitato della società di pesca St. Andrea di Muralto presieduta da Ivan Pedrazzi di Locarno in occasione dei festeggiamenti per il centenario.

Riassume dal punto di vista storico 100 anni (1907-2007) di vicende di gente dedita alla pesca per vivere e per passione. Si possono vedere numerosi pescatori che hanno fatto la storia di Burbaglio (Muralto), di Rivapiana (Minusio) e di Locarno e vengono spiegate le varie problematiche inerenti la pesca nel Verbano.

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Vacallo com’era, in un libro raccontato

Dall'introduzione di Roberto Camponovo, che ha curato la pubblicazione

Questo non è un libro di storia, ma un libro di storie: quelle personali e quelle di gruppo che sono state registrate in occasione di incontri con persone anziane di Vacallo.

Durante il 2014 il Museo della memoria (MdM) dell’ATTE (Associazione ticinese terza età) chiese ai Comuni di raccogliere materiali sulla vita delle loro comunità in vista della pubblicazione sul suo sito informatico. Nel mese di gennaio del 2015, in occasione della cerimonia degli auguri che il Municipio organizza a ogni inizio d’anno, chiesi ai presenti di rovistare nei loro cassetti alla ricerca di fotografie che potessero rispondere alla richiesta che avevamo ricevuto. L’iniziativa, anche grazie alla collaborazione del Centro sociale, ebbe subito successo. Molte furono le persone che mi affidarono i loro preziosi materiali; alcune addirittura mi consegnarono i loro album di famiglia lasciandomi piena libertà di scelta. Dopo la digitalizzazione delle immagini e la loro classificazione secondo l’argomento illustrato, pubblicai un primo lotto di 250 fotografie sul sito del MdM. Un’altra abbondante serie fu pubblicata l’anno successivo.
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Vedi l’Articolo di Roberto Camponovo:
“Le osterie di Vacallo” (Terzaetà febbraio 2017) >>>

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Intervista a Fausto Sassi

Intervista del 15 maggio 2018 di Adriana Parola

Fausto Sassi è nato a Lugano il 27 febbraio 1938.

Fin da bambino è affascinato dal canto che pratica nel coro del padre in chiesa e dal teatro amatoriale dove interviene in spettacoli di compagnie filodrammatiche e partecipa alla trasmissione per bambini di Radio Monteceneri. Dopo aver collaborato con il padre nel laboratorio di produzione di camicie capisce che non è la sua strada e studia, superando gli esami, fino ad entrare come attore giovane, nel 1957, nella compagnia di prosa della Radio.

Nel 1960 inizia a occuparsi di giornalismo alla Radio e in seguito passa alla Televisione inserendosi tra i trentasei pionieri. Nel 1964 frequenta a Londra il corso di regia televisiva per stranieri alla BBC, ottenendo il primo posto agli esami finali.

Dopo aver collaborato come giornalista e regista, realizzando programmi su larga scala, dall’attualità allo sport, dal varietà alla documentaristica e vinto diversi riconoscimenti, raggiunti i quarantasei anni di lavoro svolti con passione, nel 2003 ha lasciato la Radiotelevisione svizzera per il pensionamento.

Ha pubblicato alcuni libri di narrativa e un romanzo breve.

www.faustosassi.com

LA STORIA INCOMINCIA

LA STORIA INCOMINCIA

Orgoglioso di essere di Molino Nuovo, nato da una famiglia semplice e di avere un secondo nome importante: Spartaco. Questo breve primo episodio è il racconto della famiglia Sassi agli esordi il cui padre confezionava camicie.

POMERIGGI LIBERI

POMERIGGI LIBERI

Il papà Goliardo aveva frequentato le scuole superiori in seminario poiché l’istruzione era gratuita e, in quel contesto, aveva conseguito, oltre alla licenza liceale, un diploma in musica quale insegnante di clarinetto. I figli, già da piccoli, dimostrano tutti una predisposizione per la musica, in particolare il piccolo Fausto che manifesta un ottima voce bianca.

LA RADIO DA BAMBINO

LA RADIO DA BAMBINO

Radio Monteceneri negli anni ’50 del Novecento proponeva ogni giovedì, forse, la prima trasmissione per bambini e ragazzi: La Lucciola, alla quale partecipa con le sorelle Edvige e Flavia seguendo i corsi interni di recitazione. Contemporaneamente, partecipa a recite di compagnie amatoriali; si apre così lo spiraglio della strada attoriale.

LA STRADA LAVORATIVA

LA STRADA LAVORATIVA

Non ama lo studio ma preferisce il lavoro quindi, dopo la delusione di alcune esperienze lavorative, decide di diventare attore. Inizia così una nuova fase di studio fino ad entrare, dopo gli esami, nella compagnia della nostra Radio.

RADIO MONTECENERI

RADIO MONTECENERI

All’interno di Radio Monteceneri cerca altre attività oltre a quella di attore, dandosi un gran daffare per superare ogni difficoltà sia nel settore dell’attualità che in quello documentaristico.

LA TELEVISIONE

LA TELEVISIONE

Nel 1961 l’allora regista televisivo Marco Blaser lo invita ad andare a collaborare con la Televisione. Ottenuta l’autorizzazione dai suoi superiori della Radio, applica le sue esperienze lavorative in televisione potenziando la sua formazione nel nuovo medium.

SCUOLA DI REGIA E IL VARIETÀ

SCUOLA DI REGIA E IL VARIETÀ

Non parlando l’inglese, per riuscire a iscriversi alla scuola di regia per stranieri della BBC di Londra, escogita il modo per potersi inserire, superando brillantemente l’esame di fine corso .

LA RICERCA DI CABARETTISTI

LA RICERCA DI CABARETTISTI

Agli inizi della carriera registica si occupa soprattutto di programmi di varietà andando a cercare gli artisti al Derby Club di Milano, uno dei più celebri locali notturni milanesi attivi tra gli anni 1960 e 1970, che ha dato popolarità a molti artisti della musica, dello spettacolo e del cinema.

LA DOCUMENTARISTICA

LA DOCUMENTARISTICA

Sempre alla ricerca di migliorare e di innovarsi lascia il varietà per il film documentaristico, realizzando numerosi titoli in svariati ambiti, tra i quali forse il primo documentario della nostra televisione sull’alpinismo.

MOMENTI INSOLITI

MOMENTI INSOLITI

Nella vita di tutti ci sono del momenti curiosi e divertenti, ma quelli di Fausto Sassi sono legati, oltre a situazioni impreviste quali uno scimpanzé o una particolare partita di calcio in Africa, anche a grandi personaggi storici come il poeta e scrittore Giuseppe Ungaretti e l’intellettuale Gillo Dorfles.

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90 anni, ma la Statistica ticinese non li dimostra

L’Ufficio di statistica è oggi una realtà consolidata, che produce e diffonde dati e informazioni per la collettività sugli ambiti più disparati della società ticinese. Questo compito viene svolto oggi in buona parte attraverso il sito internet www.ti.ch/ustat, che contiene tabelle, schede sintetiche, analisi e innumerevoli altri contenuti sulla realtà cantonale e dei comuni. A questo
si affiancano altri canali di diffusione, dallo storico Annuario statistico ticinese alla rivista semestrale Dati – Statistiche e società con il supplemento online Extra Dati; dalle collane di approfondimento Analisi e Documenti alle schede tematiche di dati commentati; da un servizio Newsletter a due account sui social media e infine al servizio personalizzato offerto dal Centro di informazione e documentazione statistica (CIDS). Servizi questi che vengono oggi forniti grazie all’apporto di 26 collaboratori (equivalenti a 19 posti a tempo pieno).
Ma come si è arrivati alla situazione attuale? Mauro Stanga, storico, collaboratore scientifico dell’Ustat, ha realizzato una dettagliata analisi della lunga storia della statistica ticinese. La riportiamo qui sotto integralmente, seguita da un articolo, apparso 15 anni prima nell’allora trimestrale Dati, statistiche e società, consacrato al 75mo dell’Ustat. Introduce il “Dossier” la registrazione sonora di Millevoci, consacrata a questo evento, diretta da Nicola Colotti.

Millevoci RSI: I 90 anni dell’Ustat, non solo numeri. Con Nicola Colotti >>>

Mauro Stanga: L’Ufficio di statistica del Cantone Ticino – dati fondati da 90 anni >>>

Elio Venturelli:  I 75 anni dell’Ufficio cantonale di statistica (Ustat) >>>

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La storia degli incendi in Ticino: dati che scottano

Il dossier di questo numero, dedicato agli incendi dei nostri boschi, costituisce uno dei rari momenti di grande soddisfazione per chi opera nel settore della statistica pubblica. Non sono infatti molte le occasioni di poter offrire agli utenti una descrizione meticolosa e articolata di un aspetto della nostra realtà, sulla base di così tanti dati statistici. L’analisi,coordinata da Marco Conedera, responsabile della Sottostazione Sud delle Alpi di Bellinzona Dell’Istituto Feredrale di Ricerca per la Foresta, la Neve e il Paesaggio (WSL),e realizzata con la collaborazione di numerosi operatori attivi nel settore, ma con responsabilità diverse, è di un’elevata qualità statistica e di un livello di approfondimento considerevole. Rilevamenti sul lunghissimo periodo, banche dati specifiche, dettagliate indagini settoriali sugli incendi di bosco, correlazioni e simulazioni, ci offrono un quadro particolareggiato di questa realtà, della sua evoluzione nel tempo e delle conseguenze sull’ecosistema, di una prevenzione degli incendi che poggia sui preziosi insegnamenti del passato, di una moderna organizzazione d’intervento.

 

Elio Venturelli: Editoriale >>>

Marco Conedera: Quando il bosco va in fumo, gli incendi e la lotta contro il fuoco in Ticino >>>

Marco Conedera, Gianni Boris Pezzati: Cosa ci dice la statistica >>>

Marco Conedera, Gabriele Corti, Paolo Ambrosetti: 150 anni di prevenzione >>>

Daniele Ryser: La lotta contro il fuoco, organizzazione, istruzione, strategie, costi >>>

Gabriele Corti: La storia del Monte Ferraro e della Valcolla >>>

 

Vedi anche link a Brucian le case >>>

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La Prof. Pia Calgari

Intervista di Nini Eckert-Moretti - Rivista Terzaetà 2/1984

A Pia Calgari, che durante 42 anni è stata attiva nella scuola ticinese, a vari livelli e in diverse situazioni, abbiamo chiesto: Come hai visto il rapporto fra giovani e anziani?

Andiamo indietro parecchi anni… e nel frattempo la nostra società ha vissuto una rapida evoluzione. Mi rifaccio, allora, alle esperienze dei primi diciassette anni di lavoro, in cui, appunto, facevo scuola, trovandomi così in un rapporto diretto e immediato con la nostra realtà. Ho insegnato in scuole pluriclasse e miste (in alta montagna, in fondo valle, in riva ai laghi, nel Sopra e nel Sottoceneri): furono 17 anni per me molto fecondi, durante i quali, per quanto potevo constatare, i rapporti fra giovani e anziani erano «normali», cioè si svolgevano in un clima di naturalezza, come dovrebbero essere i rapporti fra generazioni diverse e contemporanee. Non erano ancora diventati (con problema»!… I ragazzi trattavano con i vecchi usando quel tanto di rispetto, considerazione e creanza che erano naturali, poiché al rispetto, alla considerazione, alle buone maniere per i vecchi i ragazzi erano stati educati. Gli anziani, a loro volta, trattavano i ragazzi con pazienza, indulgenza, un certo distacco, un’ombra di rimpianto per un’età così lontana dalla loro, quasi mitica...

A scuola, i ragazzi citavano spesso il parere degli anziani, fossero essi i nonni, fossero persone che loro non avevano mai conosciuto e di cui solo avevano sentito parlare: era un parere che contava, da prendere sul serio… C’erano poi i vecchi che i fanciulli guardavano con simpatia, con affettuosa premura; e c’erano gli altri che non godevano di particolare attenzione: tuttavia non si rifiutava loro un servizio e il rispetto non veniva meno, anche nei loro riguardi.

(…)

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I ghiacciai ticinesi sudano freddo

L’osservazione dei ghiacciai quale indicatore del riscaldamento climatico ha sempre interessato i meteorologi e non solo. Le loro misurazioni sono state oggetto di numerose pubblicazioni. L’Ufficio cantonale di statistica (Ustat) ha dedicato ampio spazio ai rilevamenti effettuati dagli specialisti dell’Osservatorio di Locarno Monti o dalla Sezione forestale cantonale, pubblicando delle analisi approfondite che documentano le trasformazioni in atto e che lasciano presagire la scomparsa dei nostri ghiacciai in un prossimo futuro.

Riportiamo in questo dossier alcuni articoli apparsi nel periodico dell’Ustat, Dati statische e società, nel 2006 , seguiti da studi più recenti, apparsi nel 2015 e nel 2017, sempre nel periodico dell’Ustat e che non fanno che confermare, con i dati attualizzati, gli scenari descritti una decina di anni prima.

Dal numero di giugno 2006 di Dati Statistiche e società:

L’editoriale: I ghiacciai ticinesi sudano freddo >>>

La misurazione delle variazioni frontali dei ghiacciai del Ticino >>>

Le misurazioni dei ghiacciai ticinesi: Ghiacciaio del Basodino, Ghiacciaio del Corno, Ghiacciaio Grande di Croslina, Ghiacciaio del Cavagnöö, Vadrecc di Camadra, Ghiacciaio di Val Torta, Vadrecc di Bresciana, Ghiacciaio di Valleggia >>>

Appunti sul clima >>>

Autori degli articoli

Dal numero di maggio 2015 di Dati Statistiche e società:

I Ghiacciai delle Alpi dell’Adula nel 1850: una situazione passata per predire il futuro >>>

Dal numero di giugno 2017 di Dati Statistiche e società:

Cambiamenti climatici: conseguenze sul ritiro dei ghiacciai mondiali e ticinesi >>>

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Un interessante archivio della memoria sul Comune di Brissago

Partendo dai toponimi, incoraggiato dal suo maestro Mauro Fiscalini, Davide Perazzi ha realizzato un sito internet interamente dedicato a Brissago e la sua storia, con molte belle fotografie, filmati e innumerevoli testimonianze della storia di Brissago, anzi della Repubblica Brissaghese del 1521. Davide Perazzi scrive:

“Spero con questo sito, di far rivivere bei ricordi alle “vecchie” generazioni, e di far conoscere qualcosa di interessante alle nuove.
Un grazie particolare va al Nino Storelon, per le foto, il tempo e tutte le cose belle che mi ha raccontato su Brissago.
Chiunque vorrà mettere foto, video, storie, ecc… su questo sito è il benvenuto. Inoltre attendo segnalazioni di eventuali errori, precisazioni sui nomi delle persone o luoghi nelle foto.”

Foto di edifici storici
Foto di chiese e cappelle

Oltre alle foto e ai filmati, il sito contiene molte testimonianze su eventi che hanno caratterizzato la storia di Brissago dai tempi antichi a quelli relativamente più recenti. Ne menzioniamo alcuni:

Brissago e il Colera
Affondamento imbarcazione 1928
Brissago e la guerra al confine 1939 – 1945: la mobilitazione
Lo sciopero delle sigaraie 1916

Ma molti altri li potrete scoprire navigando in questo particolare e interessantissimo sito: www.brissagolamiagente.ch

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Alpe per sempre

Autore: Ugo Panizza / VAL – Video Autori Lamone

L’autore segue Siro Gianettoni e la figlia Dafne, titolari di un’azienda agricola di Sonogno, che verso la metà di giugno di ogni anno caricano l’Alpe Vogornesso salendo fino ai 2’400 m del Lago Barone. L’alpe dispone di due caseifici al Corte di Fondo e al Corte Piodoo dove si produce il formaggio d’Alpe Vegorness DOP.

Venticinque mucche di razza bruna, tutte con le corna, salgono sui ripidi sentieri per trascorrere il periodo estivo nutrendosi di erbe e fiori endemici della valle che favoriscono l’ottenimento di prodotti di alta qualità.

Gianettoni Siro e Dafne/produttori formaggio DOP

Alpe per sempre

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Francesco Maretti – Dalla Morobbia a Liegi

L'articolo, a cura di Diego Santini, è apparso nel novembre 2018 su La Turrita.

Francesco Maretti nacque a Sant’Antonio il 29 febbraio 1844. Figlio di Giovanni Giacomo (1816-1865) e di Maria Donata Boggia (1819-1894), era il secondogenito di undici fratelli. Alcune fonti lo danno a Liegi già nel 1862, probabilmente per apprendervi il mestiere di vetraio. Verso la fine del 1867 Francesco rientrò in valle e fra lui e Maria Solari di Pianezzo (1841-1925), figlia di Giovanni, sbocciò l’amore, sebbene lei fosse già promessa a un altro uomo.

Quando nel 1868 Maria rimase incinta, i genitori si opposero al matrimonio riparatore. Allora i due giovani decisero di fuggire a Liegi.

Un familiare si accorse delle loro intenzioni e cercò di bloccarli rincorrendoli, pare, fino ad Osogna, ma inutilmente. Francesco e Maria si sposarono a Liegi il 2 dicembre 1868. Emilio, il loro primo figlio, nacque il 31 gennaio 1869. Nel 1870 Francesco fondò a Liegi la Vetreria Maretti, oggi gestita da Sophie, rappresentante della quinta generazione dei Maretti. Francesco e Maria ebbero tre figli: Emile Ernest Arnold Pierre Maretti (1869-1939), Clorinde Uranie Marie Maretti, deceduta a tre mesi nel 1872, e Edouard Armand Joseph Maretti (1877-?).

Emile Ernest (spesso chiamato solo Ernest) acquisì la nazionalità belga ed esercitò la sua professione nell’amministrazione pubblica. Trasferitosi a Fosses-la-Ville, nel 1880 sposò Odile Gailly, proveniente da una famiglia agiata della regione, ed ebbe due figli. Ernest acquistò una villa e fu nominato segretario comunale della città.

Alla morte di Francesco Maretti, avvenuta nel 1896, Edouard Armand (noto come Armand) si occupò della gestione della vetreria. Nel 1904 sposò Giovanna Maria Ista ed ebbe quattro figli di cui due morti prima di aver compiuto l’anno di vita.

La Vetreria Maretti è stata un importante punto di riferimento per altri morobbiotti che avevano deciso di emigrare. Lavorandovi per un certo tempo, erano in grado di guadagnare abbastanza denaro per poi trasferirsi negli Stati Uniti. (…)

Leggi anche: Giovanni e Maria Sarina Maretti, dalla Morobbia al New Jersey

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Federico Ghisletta – Da contadino a Consigliere di Stato

Di Pasquale Genasci

Federico Ghisletta (1907 - 1989)

Nel 2007, in occasione del centenario dalla sua nascita, l’ATTE ha reso omaggio a Federico Ghisletta durante l’Assemblea cantonale di Locarno, grazie ad un discorso commemorativo tenuto da Pasquale Genasci. A seguito di questa prima celebrazione e completando quanto già elaborato con alcuni ricordi personali raccolti durante la cerimonia commemorativa tenuta dall’Associazione amici del Monte Ceneri, la Fondazione ha decisodi pubblicare il libro “DA CONTADINO A CONSIGLIERE DI STATO”. Il libro viene presentato in occasione del ventesimo dalla sua scomparsa.

Federico Ghisletta, di famiglia contadina di Camorino e contadino lui stesso, comincia ad impegnarsi presto per la comunità: dapprima locale e regionale (che però non abbandonerà mai) e poi cantonale. Profondo conoscitore e organizzatore del mondo agricolo, non era destinato al Consiglio di Stato. La repentina scomparsa di Piero Pellegrini dopo meno di due mesi dall’entrata in governo, proiettano Ghisletta in questa veste che lo vedrà attivo per più di un decennio in un’epoca di grandi trasformazioni del Ticino.

La Fondazione Federico Ghisletta dedica questo libro ad Alberto Gianetta († 2009), presidente ATTE dal 1989 al 2007 e primo presidente della Fondazione.

 

Prefazione di Pietro Martinelli >>>

Mio padre Federico di Silvio Ghisletta >>>

Ricordi di Camorino di Vincenzo Mozzini >>>

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Le valanghe del 1667

Concorso ATTE Museo della Memoria 2017 - 2° premio

In occasione del 350.mo della caduta delle valanghe nelle valli di Leventina e Blenio, gli autori tornano sui luoghi delle tragedie. Grazie a documenti e stampe dell’epoca, arricchite da immagini odierne, si ricordano i tragici avvenimenti con la cronaca scritta nel 1667 da Giovanni Rigolo (per Anzonico) e don Carlo Antonio Fontana per Corzoneso/Cumiasca. I ripari valangari realizzati sotto il Pizzo Erra, testimoniano della cura e attenzione che si hanno al giorno d’oggi, nel tentativo di evitare disastri ambientali e proteggere la popolazione.

Le valanghe del 1667

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Ul cinema da Lamon

Concorso ATTE Museo della Memoria 2017 - Premio speciale della giuria

Il “Cinema di Lamone non è nato come cinema…

Costruito nel 1932, originariamente era un asilo infantile ma, negli anni, ha cambiato funzione parecchie volte: latteria, sala parrocchiale, oratorio, sala di proiezione…

Nel filmato, i vari testimoni raccontano le vicissitudini di questo stabile, grazie a fotografie e documenti d’epoca. Spiegano inoltre il funzionamento del vecchio proiettore 35 mm, raccontano aneddoti divertenti… fino alla felice conclusione del 2015 : l’inaugurazione ufficiale del “Cinema di Lamone”.

 

Autore Tiziano Klein VAL Video autori Lamone

Ul cinema da Lamon

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Le gazzelle del signor Zanzanin

1° premio del Concorso ATTE Museo della Memoria 2017

Nonno Ely racconta in tono fiabesco al nipotino di tre anni la vera storia del signor Zanzanin (Giuseppe Zan Zanini – 1794-1869) che nel 1833 realizzò un irto sentiero contraddistinto da impervi scalini, in parte costruiti, in parte scolpiti nella roccia, sui monti della Valle di Foiòi, in Valle Bavona, per portare le sue mucche all’alpe. Un documento didattico e poetico, per conoscere il territorio, adatto ad adulti e bambini.

 

Francesco Riva – CiAC (Cine Amatori Ceresio – Lugano)

Giuseppe Zan Zanini

Giuseppe Zan Zanini (1794-1869), lavorando a Roma come stalliere, raggranellò il denaro necessario per richiedere l’appalto della conduzione dell’Alpe di Foiòi. L’appalto gli venne concesso dal Comune di Cavergno a condizione che costruisse “una strada praticabile al bestiame bovino” e due cascine. In un solo anno egli costruì una via geniale, caratterizzata da diverse impressionanti scalinate in pietra che tutt’ora resistono all’usura e al degrado del tempo. Presso la prima grande aerea scalinata, sulla destra salendo, incise ad arte, nella liscia parete rocciosa, la storica scritta:

Io Giuseppe Zan Zanini
di Caveg fece la strada
per pasare le bestie bovine
su l’alpe l’anno 1833+

La ciclopica opera non gli procurò, purtroppo, troppa fortuna visto che, durante gli anni di duro lavoro sull’alpe, perse 39 bovine e ancor più tragicamente vi morì una delle sue figlie.
Per quanto riguarda la vita privata del Zan Zanini si sa che ebbe tre mogli:

  • il 4 ottobre 1819 sposò la sedicenne Maddalena Selva (1803-1848) detta “la Bella”, che diede alla luce 13 figli in 29 anni di matrimonio:
    – 11.03.1823, Maria Margherita, morta in fasce
    – 29.04.1824, Elena, morta a 24 anni
    – 19.07.1830, Maria Domenica, morta a 79 anni
    – 02.02.1832, Giovanna Paola, morta in fasce
    – 31.03.1833, Lorenzo, morto a 70 anni
    – 17.02.1835, Faustina, precipitata mortalmente in Val di Foiòi a 20 anni
    – luglio 1836, Giovanni Giuseppe, morto a 7 anni
    – novembre 1837, Giovanni Faustino Filippo, emigrato perdendone le tracce
    – aprile 1839, Davide, morto in fasce
    – 12.04.1840, Davide, morto a 3 anni
    – 16.06.1841, Gregorio, morto a 51 anni
    – 01.07.1843, Maria Anastasia, morta in fasce
    – 21.09.1846, Brigida Maria, morta a 77 anni
  • il 18 dicembre 1848 sposò Maddalena Togni (1814-1852) detta “la Bôna”, la buona, di 34 anni e che morirà 4 anni dopo dando alla luce l’ultimogenita di 3 figli:-
    – 06.02.1850, Pietro Michele Angelo, morto in fasce
    – 08.06.1851, Lucia Margherita, morta a 87 anni
    – 09.10.1852, Maria Agnese, morta a 87 anni
  • il 17 ottobre 1853 sposò la quarantanovenne Maddalena Del Grosso (1804-1873) detta “la Piögia”, l’avara.
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Le gazzelle del signor Zanzanin

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A cento anni dalla Rivoluzione di Ottobre

L'artista Orio Galli ci rivela l'avvincente storia dei propri antenati

Antesignano del graphic design in Ticino, Orio Galli ha saputo accogliere nella sua poliedrica produzione la grande lezione del razionalismo nordico e l’espressività più libera di origine
mediterranea, imprimendo loro l’identità di uno sguardo e una linea unici, che lo collocano fra i nostri maggiori interpreti nel campo della comunicazione visiva e pubblicitaria.

Ticino Management, per sottolineare i 50 anni di attività di questo artista, ha dedicato un apposito servizio che riassume le principali tappe di questa brillante carriera: Un grafico in prima linea >>>

Il Museo della memoria della Svizzera italiana consacra invece questo dossier al recente interesse dell’artista  per la storia della propria famiglia. Orio Galli scrive:

«Capita, quando si comincia a nutrire la certezza di avere un bel po’ di passato dietro di sé, e il sospetto di avere solo un po’ di futuro avanti a sé, che ci si soffermi a ripensare a quel che è stato non semplicemente per prendere atto che il passato è passato ed è la propria storia, ma con il desiderio, la curiosità, la speranza di riuscire in qualche modo a riappropriarsene […]. E allora si vorrebbe sapere di più dei propri genitori e nonni e bisnonni e antenati…fino alle più lontane e misteriose radici familiari».

Eccovi i titoli degli articoli di Orio Galli pubblicati nel Giornale del popolo, con il collegamento al relativo pdf, seguiti da alcune immagini suggestive riprese dai vari articoli.

Un viaggio che inizia dalla fine >>>

Alla ricerca di lontane radici >>>

San Pietroburgo e i primi ricordi >>>

I Galli della “Vecchia Posta” >>>

I Botta di Rancate >>>

I Botta a San Pietroburgo: Francesco >>>

I Botta sulle rive della Neva >>>

Les «Frères Galli» in Russia >>>

San Pietroburgo inizio ‘900 >>>

I “tesini” a San Pietroburgo >>>

Dalla Belle époque alla grande guerra >>>

Tra San Pietroburgo e Besazio >>>

A Milano una terza emigrazione sull’arco di due generazioni >>>

La fuga dal terrore >>>

Da un’emigrazione a un’altra >>>

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Apollo e Leucotoe

Il progetto

Nel corso dei secoli, parole a fiumi hanno cercato di definire il concetto di “mito” e il ruolo rilevante che esso ha rivestito nelle società e nella storia, permeando diverse sfere della produzione umana, dalla psicologia alla letteratura, dalla filosofia all’arte. È proprio dal fertilissimo intreccio tra arte e miti greco-romani che nasce questo cortometraggio, un divertissementtramite cui gli allievi latinisti di quarta della Scuola media di Acquarossa hanno voluto raccontare, a modo loro, la storia di Apollo e Leucotoe tratta dalle “Metamorfosi” di Ovidio, declinandola attraverso le raffigurazioni che svariati artisti ne hanno fornito nel tempo. Ma non solo: i quadri di pittori famosissimi come Botticelli o Velazquez si alternano con ‘opere’ realizzate dagli stessi allievi.

Il progetto, infatti, nasce dalla stretta collaborazione tra il Latino e il corso extrascolastico di Illustrazione.

Durante questa esperienza è stato sorprendente osservare come il pensiero di un’umanità pre-umana, popolata dagli dei dell’Olimpo e da figure fantastiche come ninfe e ciclopi, si associ anche nei giovani d’oggi all’idea di un assoluto naturale, di una sorta di zona franca che sta al di qua di ogni disagio della società, come elaborazione ‘divertita’ di pulsioni, paure, valori ancestrali…

Il film

Sin dagli albori della civiltà, i popoli hanno espresso la propria concezione del mondo creando i miti, racconti tesi a spiegare i fenomeni della natura e della vita. Tramandate oralmente di generazione in generazione, queste storie hanno attraversato i secoli, arricchendosi di nuovi significati e connotazioni, giungendo a costituire il patrimonio culturale e intellettuale della nostra civiltà. Gli allievi latinisti, con la guida della propria docente, hanno voluto raccontare una di queste storie, cercando di rendere la pluralità di punti di vista e di interpretazioni che le caratterizzano: non un protagonista dall’identità granitica e dai forti ideali, quindi, ma tanti personaggi che stanno ancora cercando se stessi, spesso immaturi e inaffidabili, sospinti dall’amore, dal desiderio, dall’ira, dall’invidia, verso una continua e imprevedibile metamorfosi.
Un’umanità adolescente, si potrebbe dire, raccontata da adolescenti.

Il film è stato presentato nel 2018 al concorso Swiss Movie, organizzazione dei videoautori svizzeri che producono film non commerciali.

È stato premiato per il vasto lavoro di ricerca, l’originalità, la raffinatezza della messa in scena e la notevole recitazione.

Cosa si intende realizzare e perchè

Sin dagli albori della civiltà, i popoli hanno espresso la propria concezione del mondo creando i miti, racconti tesi a spiegare i fenomeni della natura e della vita. Tramandate oralmente di generazione in generazione, queste storie hanno attraversato i secoli, arricchendosi di nuovi significati e connotazioni, giungendo a costituire il patrimonio culturale e intellettuale della nostra civiltà. Gli allievi latinisti, con la guida della propria docente, hanno voluto raccontare una di queste storie, cercando di rendere la pluralità di punti di vista e di interpretazioni che le caratterizzano: non un protagonista dall’identità granitica e dai forti ideali, quindi, ma tanti personaggi che stanno ancora cercando se stessi, spesso immaturi e inaffidabili, sospinti dall’amore, dal desiderio, dall’ira, dall’invidia, verso una continua e imprevedibile metamorfosi

Un’umanità adolescente, si potrebbe dire, raccontata da adolescenti.

Obiettivi

“Apollo e Leucotoe” è un progetto realizzato in parte durante le normali lezioni di Latino, in parte fuori dagli orari scolastici, che punta a trasformare un contenuto didattico in un prodotto vivo e attuale, stimolando collaborazioni e sinergie non solo all’interno del gruppo-classe, ma dell’intero istituto, con allievi e docenti coinvolti fattivamente nelle varie fasi della produzione. Gli allievi latinisti, nello specifico, svolgeranno non soltanto i ruoli di attori e sceneggiatori ma, nelle varie fasi della produzione, diventeranno via via operatori di ripresa, costumisti, fotografi, segretarie di produzione e truccatrici.

Il cortometraggio, inoltre, si avvarrà di una colonna sonora originale realizzata da un’allieva.

Fase 1

lo start up, già avviato da alcune settimane, prevede la lettura e la rielaborazione del mito, con stesura della sceneggiatura e realizzazione di illustrazioni con varie tecniche pittoriche; seguirà la pianificazione delle riprese: l’apporto operativo del Direttore Imelli, del corpo docente e dei collaboratori scolastici è fondamentale per coordinare le forze della scuola.

Fase 2

la fase successiva prevede la formazione attoriale degli allievi, attraverso unlaboratorio in cui si lavorerà alla drammatizzazione e alla messa in scena del testo. Il laboratorio sarà incentrato:

– sulle tecniche di messa in scena e scenografia;

– sul racconto corale;

– sullo stile espressivo da adottare in fase di produzione del video;

– sulla capacità di dare corpo e voce ai personaggi.

Fase 3

questa fase vede il confluire delle precedenti nell’allestimento, nelle riprese e nella realizzazione del cortometraggio che sarà realizzato con la tecnica fotografica del chroma keynoto anche come green screen.

Infatti la scenografia, da realizzarsi evidentemente in post-produzione, prevede l’alternarsi una decina di ragazzi in un ambiente di stile pomepeiano e la narrazione del mito tramite i quadri dei grandi pittori del passato che si alterneranno alle pareti.

Fase 4

promozione del DVD attraverso:

– performance spettacolare pubblica, con proiezione del film presso la sala del cine-teatro

‘Blenio’ di Acquarossa;

– partecipazione del cortometraggio a festival, concorsi a tema e rassegne cinematografiche;

– pubblicazione di articoli su riviste e testate giornalistiche locali.

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Il fondo fotografico del periodico La Turrita

Una nuova collaborazione con il periodico La Turrita

Da diversi anni La Turrita collabora con il Museo della memoria della Svizzera italiana permettendogli di inserire nel sito i numerosi e interessanti articoli riguardanti le trasformazioni del nostro territorio, le attività svolte una volta e ora scomparse, le nostre tradizioni e molti altri aspetti sul Ticino di una volta.

A questa collaborazione si aggiunge ora la possibilità di inserire foto pubblicate, col permesso dei proprietari e dei detentori dei diritti, tra i quali l’Istituto Federale di Ricerca WSL di Cadenazzo, l’Archivio federale svizzero, l’Ufficio dei beni culturali e numerosi collezionisti privati.

Riserviamo quindi un apposito spazio al Fondo fotografico della Turrita, spazio che verrà regolarmente aggiornato.

Le immagini

Daro - Artore

Arbedo
Daro-Artore
Cadenazzo
Camorino
Carasso
Molinazzo
Carena
Claro-Gnosca
Giubiasco
Gorduno
Lumino
Medeglia
Castione
Bellinzona
Montecarasso
Paudo-Pianezzo
Ravecchia
Roveredo
Sementina
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I sapori del tempo-una pubblicazione sulla Valle Morobbia di Silvano Codiroli

La presentazione di Sandro Bassetti

Il Museo della Memoria dell’Associazione Ticinese della Terza Età (ATTE  http://museodellamemoria.ch/), si occupa fin dalla sua creazione, di promuovere e divulgare tutte le testimonianze sul nostro passato in forma documentale, audio e visiva. Come tangibile ricordo ed evocazione della storia nella Svizzera italiana, valorizzando in particolar modo i lavori di ricerca creati da tanti nostri lungimiranti concittadini, non necessariamente storici o letterati.  Condensare in poche righe con riferimenti oggettivi le oltre 250 pagine dell’importante opera di Silvano Codiroli, è stata un’impresa non facile, anche per chi come me, originario della valle Morobbia, si è già precedentemente impegnato in un lavoro di ricerca storica fotografica sulla realtà vallerana del passato.  Pertanto, faccio volentieri riferimento alla eccellente prefazione di Silvano Toppi, nella quale rammenta con emozione, tra le altre cose, anche il periodo da lui passato a Pianezzo, quale compagno di classe, sottolineando le doti umane dell’autore. Introduzione perfettamente esaudiente e appropriata, sui numerosi temi trattati da Silvano Codiroli che toccano e approfondiscono le peculiarità della vita in valle del secolo scorso. Raccontata con dovizia di particolari e significative fotografie, da una persona che l’ha sperimentata personalmente in modo intenso, dedicandosi per tanti anni, senza lesinare energie, alla vita sociale e pubblica della valle.Da sottolineare anche le riflessioni dialettali, in particolare il testo e la morale dello scritto “S’as trova piü” che ben inquadra l’evoluzione dei rapporti umani e sociali tra le persone. Mai come in questo caso, il motto “conoscere il passato per vivere al meglio il presente e pianificare il futuro”, permette al lettore di scoprire, nel bene e nel male, importanti spaccati della vita dell’epoca nella valle Morobbia. Non così distante, se non addirittura simile, alla vita di tante altre valli della nostra bella Svizzera italiana dello scorso secolo. “La valle Morobbia non s’incontra così per caso, occorre cercarla!” È la frase iniziale sul retro della copertina del libro.  Cercatela veramente, ne vale la pena: ma prima leggetevi il libro di Silvano Codiroli e la vostra visita, sarà sicuramente più coinvolgente.

 

Arbedo, 4 maggio 2017                                                                   Sandro Bassetti

Cenni biografici sull’autore>>>

La prefazione di Silvano Toppi>>>

Vedi tutta la pubblicazione>>>

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L’archivio fotografico del Comune di Ascona

Ascona e dintorni dagli anni 30 agli anni 50 nelle immagini di Piero Pancaldi.

L’archivio fotografico nasce nel contesto dell’esposizione “Ascona immagini del passato nella cornice di oggi” realizzata nel 2003 nel Borgo di Ascona, in occasione del 150°anniversario della nascita del Cantone Ticino. L’interesse che quest’evento ha suscitato tra la popolazione di Ascona ha avuto come conseguenza positiva per il nostro archivio che, a questo primo nucleo di fotografie, se ne aggiungessero altre soprattutto le oltre 5’000 che il Signor Claudio Pancaldi ha deciso di donare al nostro Museo. Queste fotografie che rappresentano una parte del ricco quanto prezioso archivio fotografico di famiglia, hanno dato un notevole contributo alla crescita del nostro archivio fotografico comunale.

Ogni immagine conservata rappresenta uno spaccato di storia locale, una testimonianza di vita passata, documentata e accessibile a tutti. L’archivio si compone di 150 stampe originali, 502 riproduzioni, 120 cartoline, 17 negative su lastra di vetro e di oltre 4000 negative su pellicola, che spaziano dall’ultimo decennio del 1800 fino ai nostri giorni.

Le immagini ci restituiscono paesaggi della nostra regione, vedute panoramiche del lungolago, della collina e delle contrade del Borgo; a queste si aggiungono festività, mestieri, ritratti, ricorrenze ed eventi che hanno segnato la storia del borgo illustrandone la trasformazione urbanistica, sociale, economica e culturale avvenuta nel corso del Novecento.

Tutte le fotografie sono conservate e catalogate su supporto informatico, e tutti i dati relativi ad esse sono raccolti in schede informatizzate così da avere un quadro completo dello stato del documento in oggetto. Attualmente l’archivio è consultabile presso il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona previo appuntamento.

Ascona e dintorni dagli anni 30 agli anni 50 nelle immagini di Piero Pancaldi

Archivio fotografico di Ascona

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70.mo anniversario della Madonna Pellegrina a Comologno

70.mo anniversario dell'arrivo della Madonna Pellegrina a Comologno.

Nella notte di sabato 14 maggio 1949 la Madonna Pellegrina lasciava la parrocchia di Russo per rendere visita alle nostre Parrocchie.

Accompagnata dalla scorta dei fedeli di Russo con i loro pompieri, l’auto della Madonna sostava sulla strada cantonale: le autorità comunali e parrocchiali di Crana prendevano il Venerato Simulacro della Madonna del Sasso e lo portavano nella loro chiesa, dove veniva impartita la Benedizione Eucaristica. (…)

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Il castello di Trevano

Concorso ATTE Museo della Memoria 2018 - Secondo premio

ABCD video/scuola di Breganzona 3° ciclo SSC

Il docente Albino Campana e lo scultore e pittore Casimiro Piazza (che a Villa Luganese offre corsi gratuiti agli allievi dell’SSC e a quelli di altre fondazioni) aprono un breve documentario culturale dialogando e ricordando il castello di Trevano.

Marco, il giovane studente-reporter, interviene simpaticamente con il suo microfono collegando la realtà di ieri e quella di oggi e illustrando le vicende del castello: dalla costruzione, ai suoi momenti di vita fastosa, fino alla decadenza e alla distruzione dell’edificio da parte del Cantone (a posteriori giudicata dalla popolazione un errore imperdonabile) per lasciare il posto prima alla tenuta agricola cantonale e, in seguito, al Centro Studi.

Biografia Nicola Albergati

ABCD video/scuola di Breganzona 3° ciclo SSC

Sono nato il 3 luglio del 1968 a Bellinzona dove abito ancora oggi, più precisamente risiedo a Sementina. Sono sposato con Tanja e papà di Dawensley Olivier da poco giunto da Haiti.  Lavoro a Breganzona come docente di scuola speciale in una classe di allievi adolescenti. Sono un video autore amatoriale da più di 10 anni. Sono socio e fino allo scorso anno pure membro di comitato dell’ABCD – Associazione Bellinzonese Cine-video Dilettanti www.abcdvideo.ch.

Non ho nessuna formazione professionale nel campo dei video ma sono molto interessato al cinema. Guardo film, leggo recensioni, partecipo a corsi per videoamatori e in genere realizzo uno o due video all’anno, soprattutto fiction. La parte che mi piace maggiormente è dare sfogo alla fantasia per scrivere il soggetto che poi trasformo in una breve e semplice sceneggiatura.

Alcuni dei miei cortometraggi hanno ottenuto qualche riconoscimento ai concorsi Swiss-Movie in ambito di club, a livello regionale e nazionale come pure a qualche altro concorso. Quasi tutti sono visibili su Youtube. Alcuni titoli: Santini; Non t’avessi mai salvato!; Le chiavi del paradiso; Ortensia; Una storia semplice; Un nonno e una nonna; Su di noi.

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Sophia – Film realizzato dalla Scuola Media di Acquarossa

Giallo-Horror realizzato dalla Scuola Media di Acquarossa, classe 4C

Ispirato al libro di Giuseppe Zoppi, ”Leggende del Ticino”, durante l’anno scolastico 2012, la classe IV C della Scuola Media di Acquarossa, realizza, in collaborazione con l’insegnante di latino, Teresa La Scala, un film giallo-horror.

Una biblioteca, una teenager, un misterioso libro che sembra prendere vita man mano che la protagonista ne legge le leggende. Il destino di tanti ragazzi pare tracciato…
Morti apparentemente inspiegabili si intrecciano con le pagine del libro, ma Sophia, troppo presa dalle affascinanti storie, non riesce a smettere di leggere… Finché le coincidenze diventano troppe e la ragazza capisce di aver innescato una reazione irreversibile, che le strappa amici, famigliari e conoscenti.

IL PROGETTO - suggerimento per docenti e allievi, che intendono intraprendere la realizzazione di un film.

Titolo: ‘Sophia’

Partendo dal percorso antologico sul genere ‘giallo-horror’, condotto fin dall’inizio dell’anno con la classe IV C della Scuola Media di Acquarossa, il progetto si presenta come la tappa conclusiva, che vedrà la ‘trasformazione’ degli allievi da lettori a sceneggiatori e attori. Dopo la stesura e il trattamento del soggetto, infatti, ci sarà la trasposizione cinematografica, con la realizzazione di un cortometraggio in dvd. Le riprese avverranno a scuola e nel comprensorio della Valle di Blenio, con tecniche prettamente cinematografiche, a cui si assocerà il recupero della memoria storica locale: a dominare la trama, infatti, saranno fiabe e leggende di questo territorio.

Durata delle riprese: 15 giorni circa

Luoghi di realizzazione: Scuola Media di Acquarossa, Leontica, Castello di Serravalle, Chiesa di San Carlo Negrentino e comprensorio di Acquarossa.

Cosa si intende realizzare e perché: Ogni territorio, a saperlo ascoltare, è scrigno di storie che si raccontano in ogni tempo: le fate dei fiumi, la strega di Pollegio, la cröiscia, il barbiere di Biasca sono soltanto alcune delle figure fiabesche che popolavano i racconti di nonni e bisnonni, unico trastullo di bambini e ragazzi nelle lunghe e gelide sere invernali. Oggi, nell’era della televisione e di internet, c’è il rischio che queste storie svaniscano nell’oblio, privando le nuove generazioni di una parte fondamentale della propria identità…

Per questo abbiamo voluto legare il nostro progetto al vissuto della Valle del Sole, attingendo a piene mani al tesoretto dell’immaginario che connota questa parte del Ticino: leggende e fiabe popolari, nate nella notte dei tempi, sono tornate a stupire e a ‘spaventare’ i ragazzi del XXI secolo.

E a raccontarle saranno quegli stessi ragazzi.

La trama del cortometraggio prende le mosse dal ritrovamento, da parte di un’allieva, di un vecchio libro di leggende: la ragazza si lascia catturare dalla lettura, e non si accorge che, andando avanti a leggere, da quelle pagine fuoriesce un alone di mistero e sventura che ammanta il suo mondo. L’amore per la lettura a cui allude il nome della protagonista è, dunque, più forte della paura? La possibilità offerta dai libri di esplorare altre realtà cattura fino al punto di ignorare le conseguenze nefaste che si riversano su chi ci sta accanto?

Una piccola storia levigata nel corso di questi mesi scolastici attraverso laboratori di scrittura creativa e lezioni frontali, analisi di trame e visioni di film, ma anche, e soprattutto, ascoltando i desideri e le passioni di questi ragazzi, tra cui il sogno di realizzare qualcosa di importante, di divertente, di condivisibile, tutti assieme.

Per questo motivo abbiamo pensato a trasporre il racconto a livello cinematografico, realizzando un cortometraggio che potrà usufruire della visibilità, dell’agilità e della versatilità di un film realizzato in dvd, prodotto per raggiungere un largo strato di pubblico e in grado di attraversare il Ticino, la Svizzera e, perché no, andare anche all’estero, gareggiando in festival e rassegne a tema.

Obiettivi: ‘Sophia’ è un progetto che andrà oltre le mura e gli orari scolastici, puntando ad amalgamare le componenti del gruppo classe, a rafforzare il legame con le proprie radici, e a realizzare un prodotto culturale qualitativamente riconosciuto e artisticamente riconoscibile anche al di fuori del territorio.

Gli allievi saranno coinvolti fattivamente non soltanto come attori e sceneggiatori: nelle varie fasi della produzione diventeranno operatori di ripresa, costumisti, fotografi, segretarie di produzione e truccatrici. Anche la Valle sarà chiamata a svolgere la propria parte, fornendo di volta in volta alcune professionalità locali a seconda delle esigenze di ‘copione’.

Infine, il film potrà avvalersi di una colonna sonora originale.

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Com’era una volta…la scuola

Attività proposta da Nora Antonini presso le scuole elementari di Osogna

Come era la scuola degli anni ’30 e ’40 in Ticino? Le aule, i banchi con la ribalta, la penna con il pennino e l’inchiostro, il materiale didattico…

Cosa si studiava, c’era la palestra e la lezione di ginnastica? E i compiti, i castighi?

Ai ragazzi piaceva andare a scuola?

I bambini di IV e V elementare di Osogna hanno posto queste e altre domande alla maestra Dionisia Maggini Mazza (classe 1937), dopo una ricerca in classe guidata dalla tirocinante Nora Antonini (docente titolare Paola Cavallini).

Oltre a poter toccare con mano diversi oggetti e reperti di un tempo, hanno potuto provare a scrivere con penna, pennino e inchiostro!

Nel filmato potete vedere una parte delle domande. Buona visione.

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