Fam. Riva-Pinchetti

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E’ verso l’anno 1880 che, provenienti da Castiglione d’Intelvi, i fratelli Enrico e Dario Pinchetti giungono a Lugano, dove creano, in via Lavizzari, una fabbrica di termometri inglesi (Clinicol), che si trasferirà più tardi in via Balestra.

Nel 1882 Dario Pinchetti, ventisettenne, prende domicilio a Lugano con la moglie, Caterina Gelpi, anch’essa proveniente dalla valle d’Intelvi. I due avranno nove figli; la sesta, nata nel 1889, è Vittorina.

Il mercurio usato per la fabbricazione dei termometri risulta nocivo alla salute di Dario, che muore, dopo una lunga malattia per intossicazione ai polmoni, nel 1904, appena quarantanovenne, lasciando la moglie Caterina con sei figli a carico.

Caterina, morto il marito, ritira un piccolo negozio di commestibili della famiglia Bargna in via Cattedrale e poi nella zona del Bertaccio, aiutata dalla figlia Rosa. Intanto Vittorina frequenta la scuola presso le suore dell’Istituto Sant’Anna, dove apprende anche la lingua francese e il ricamo. Vittorina dimostra di saper trattare con la clientela che entra nel negozio della mamma e trova un impiego come venditrice presso il nuovo grande magazzino Globus (che diventerà più tardi Innovazione e poi Manor). Nel lavoro Vittorina si dimostra molto accorta; si occupa un po’ di tutto, delle lane, delle stoffe, della cassa. La sua bravura e la sua abilità nel trattare con la clientela inducono il direttore a premiarla affidandole compiti di responsabilità.

Per arrotondare le entrate in famiglia la mamma di Vittorina pensa di affittare alcune camere del suo appartamento. E in pensione, dai Pinchetti, arriva Fiorenzo Riva, da poco assunto dalle PTT (poste-telefoni-telegrafi). Tra Vittorina e Fiorenzo sboccia l’amore che, sfocerà nel 1915 nel matrimonio, dopo tempi difficili di lontananza per il lavoro di lui oltre Gottardo.

Vittorina e Fiorenzo hanno due figli: Guido, nel 1915, che diventerà medico a Berna e Ada, nel 1917. Tra la nascita di Guido e quella di Ada, nel 1916, i coniugi Riva-Pinchetti aprono un nuovo negozio nel “Palazzo delle Dogane”, di fronte alla nuova Posta, sorto dopo la demolizione del vecchio Ospedale Santa Maria. Il negozio si chiama “Alle Novità”; nello stesso stabile trovano posto altri inquilini: il barbiere Rezzonico, il commercio di seteria “Au Cocon de Soie” del signor Anastasi, il negozio di coloniali Beck, la cartoleria Garbani e la Cooperativa Agricola.

Danno una mano in negozio le sorelle di Vittorina, Adelina e Alice. I clienti non mancano e non mancano nemmeno le loro richieste di riparazioni e modifiche. Vittorina e Fiorenzo decidono allora, nel 1920, di creare anche un maglificio, prima a Tesserete, poi a Lugano, nei pressi della chiesa di San Rocco. Nel 1926 il maglificio si trasferisce in via Lavizzari, nello stabile Badaracco, proprio di fronte al caseggiato in cui c’era la fabbrica di termometri dei fratelli Pinchetti. Daria Binda e Americo Riva assumono la direzione tecnica e amministrativa della fabbrica che, negli anni di maggiore successo, arriva ad occupare fino ad una quarantina di operaie.

Vittorina, infaticabile, si reca spesso a Milano e a Parigi per vedere le novità e i colori della moda ed esegue veloci schizzi dei modelli che sono esposti nelle vetrine delle boutiques milanesi e parigine. Tornata a Lugano, gli stessi modelli verranno poi copiati e confezionati nella fabbrica di via Lavizzari, dove – durante la seconda guerra mondiale – vengono prodotti anche guanti, berretti e maglioni per l’esercito. Il maglificio di via Lavizzari verrà venduto nel 1965.

Nel frattempo Ada, la figlia di Vittorina e Fiorenzo, collabora con i genitori nel negozio, dopo aver trascorso alcuni periodi di studio in Germania e in Inghilterra. Ada è appassionata di musica classica e si dedica con passione a sostegno di opere caritatevoli. Nel 1941 sposa Elvezio Cavadini e dal loro matrimonio nasceranno i figli Adriano, nel 1942, e Giuliana, nel 1946.

Lasciato il lavoro in banca, Elvezio Cavadini si unisce alla moglie nella gestione del negozio. Le sue capacità e il suo dinamismo gli consentono di assumerne la direzione, permettendo così alla suocera Vittorina di dedicarsi esclusivamente alla fabbrica di maglieria. Grazie al suo impulso e al suo dinamismo il negozio ha bisogno di nuovo spazi, anche perché nasce un reparto maschile; li troverà nei locali occupati dal commercio di stoffe Anastasi.

Adriano Cavadini ricorda un aneddoto che vale la pena di proporre. Attorno al 1953-54 apparve la televisione. A Lugano si potevano vedere due soli canali: il programma sperimentale della RAI e quello della TSI. Programmi in bianco e nero diffusi solo poche ore. Non tutti, allora, potevano acquistare un televisiore. Ci dice Adriano Cavadini: “Mi ricordo che mia nonna ne aveva voluto subito uno: l’aveva pagato 4-5’000 franchi. Mio padre era amico di Graziano Gemetti che aveva un negozio di radio e televisioni. Con lui avevano pensato di collocare in una o due vetrine del negozio un apparecchio collegato a un altoparlante sistemato nel portico di via della Posta. In tal modo le persone che passavano in quella zona la sera potevano fermarsi e seguire i primi programmi e talvolta c’erano 50-100 persone incuriosite da questa novità. L’iniziativa del negozio Riva-Pinchetti durò uno o due mesi (tre mesi al massimo), poi i televisori cominciarono a diffondersi in alcuni bar e quindi era in quei posti che gli interessati si recavano per seguire le poche trasmissioni diffuse in quegli anni.”.

Il negozio Riva-Pinchetti organizza regolarmente sfilate di moda al Casino Kursaal, al Padiglione Arte Casa, all’Albergo Splendide proponendo le novità grandi marche internazionali.

Nel 1966 il negozio festeggia 50 anni di esistenza: durante un fastoso banchetto con tutti i famigliari e tutte le collaboratrici, viene presentato il libro di Mario Agliati, patrocinato dalla famiglia, “La piccola storia di un paesaggio di pietra”, che descrive la storia del quartiere.

Giuliana Morellini-Cavadini, che da molti anni affianca i genitori nella loro attività commerciale, diventa proprietaria del negozio nel 1987. Giuliana mantiene intatte le caratteristiche tipiche del negozio (5 vetrine e 7 vetrinette); con lei lavorano 7 impiegate che formano un team affiatato e dinamico grazie anche ai consigli tramandati da due generazioni.

L’ultimo ingresso famigliare avviene nel 2003, con Michela ChiappiniMorellini che comincia a lavorare nel negozio affiancando mamma Giuliana. Tra le collaboratrici che hanno contribuito al buon andamento della boutique ricordiamo in particolare Heidi e Loredana che nel settembre 2006 hanno festeggiato con i proprietari e le altre colleghe novanta anni di successo.

Qualche anno dopo, nell’agosto 2014, con una decisione dolorosa e maturata nel corso degli ultimi anni, il negozio chiude, dopo 98 anni di attività a conduzione tutta al femminile, con a fianco mariti che le hanno sempre sostenute anche con preziosi consigli.

ANTEPRIMA

Interno del negozio

INFO

Data: 2018


Introduzione

A cura di Esther Zanzi e Mare Dignola


Attività: vendita abbigliamento e tessili


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